Le 10 regole per immergersi in sicurezza

tratto dal sito www.guardiacostiera.it

  

"MARE SICURO" - Sott'acqua con le bombole
 
tratto dal sito www.guardiacostiera.it

• Effettua un corso di immersione con autorespiratore presso una scuola qualificata e il controllo medico specialistico periodico (almeno una volta all’anno).
• Programma sempre l’immersione e controlla accuratamente le attrezzature e la pressione delle bombole prima di ogni immersione.
• Indossa sempre il profondimetro, l’orologio, il regolo di decompressione, il coltello, il giubbetto ad assetto variabile (G.A.V.).
• Adotta in immersione le corrette tecniche di respirazione (respirazione profonda e continua, non trattenere mai il respiro, specialmente in risalita).
• Non superare mai i 30 metri di profondità se non con l’assistenza di esperti.

• E’ buona abitudine quando non sono previste tappe di decompressione, effettuare tra i 5 e 3 metri di profondità, una sosta di 3 minuti.
• Raggiungi gradualmente, dopo lunghi periodi di inattività, la profondità a cui eri solito immergerti nella precedente stagione.
• Non allontanarti più di 50 metri dalla bandiera di segnalazione.
• Immergiti sempre con un compagno, senza perdersi mai di vista. Usa il galleggiante segnasub. Se è presente un mezzo nautico di appoggio, su tale mezzo deve essere issata la bandiera di segnalazione e deve essere presente a bordo almeno una persona pronta ad intervenire.

  

"MARE SICURO" - Immergersi in sicurezza
 
tratto dal sito www.guardiacostiera.it
immagine di un sub

“Non c’è niente di più bello che immergersi ed esplorare i nostri mari, a patto che lo si faccia in sicurezza”. E’ con queste parole che il Capitano di Fregata Cosimo Nicastro, ufficiale del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, invita a tuffarsi in acqua, con o senza bombole, ma con intelligenza. “Gli errori più comuni che si fanno quando si va sott’acqua sono per la maggior parte legati all’impreparazione”, spiega Nicastro. Un paio di pinne, una maschera e delle bombole non ci trasformano automaticamente in perfetti sub. “La prima raccomandazione, specialmente per chi usa un autorespiratore, è di seguire corsi specifici, nonché di assicurarsi di essere in buona salute”. Solo i più preparati sono in grado di affrontare il mondo sottomarino in ogni situazione. Sottacqua il panico è il nemico numero uno, per tutta una serie di ragioni: “chi è preparato sa che, anche nelle situazioni più critiche, non può riemergere d’improvviso dall’acqua. Bisogna rispettare le tappe di decompressione, che variano a seconda della profondità e del tempo di immersione”. Inoltre la Guadia Costiera ricorda l’obbligo delle “boe segna-sub” , e consiglia d’immergersi in compagnia. “Meglio se con un professionista che conosce i luoghi”, precisa Nicastro. Bisogna invece affidarsi a un esperto ogni volta che ci si vuole immergere in luoghi chiusi, cioè in caverne o relitti. “Oltre a essere accompagnati da professionisti – spiega l’esperto – maggiore attenzione va riservata all’attrezzatura: oltre a pinne, muta, maschera, bombole e torce professionali, serve anche il filo d’Arianna, una corda posta alla via d’ingresso di una grotta o di un relitto che aiuta i sub a non perdere l’orientamento”. Infine, in caso di emergenza, non bisogna mai dimenticare il numero telefonico 1530 della Guardia Costiera, che interviene prontamente per garantire la sicurezza e il soccorso dei subacquei.

*Tratto da un’intervista rilasciata dal C.F. (CP) Cosimo NICASTRO ad un periodico nazionale

  Sott’acqua: un appuntamento settimanale con il mondo della subacquea. I consigli, le tecniche e il commento degli esperti in onda su Rtl 102,5 Radio Guardia Costiera. Ascolta le puntate trasmesse:

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